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Ubuntu è una parola africana intraducibile: significa qualcosa come sentirsi parte dell'umanità e agire di conseguenza: implica un messaggio di condivisione e solidarieta'. Ma Ubuntu è anche il nome di una "distribuzione" del sistema operativo GNU-Linux; ed e' un nome appropriato, dati i principi di condivisione e apertura che stanno alla base della "filosofia" GNU. Ubuntu GNU-Linux è facile da installare, facile da usare, ha una veste grafica accattivante ed offre tutta la proverbiale sicurezza e stabilità di un sistema Linux.
Niente worms, dialers, trojan e virus, e senza bisogno di installare nessun antivirus mangiarisorse che spesso è quasi peggio di un virus esso stesso.
Non sorprende quindi, o quanto meno sorprende, ma fino a un certo punto, che la popolarita' di Ubuntu abbia nell'ultimo anno surclassato perfino quella di un sistema operativo blasonato come MacOSX.
Ma cosa ha Ubuntu piu'di OSX ? In fondo, entrambi appartengono alla stessa famiglia di sistemi POSIX-compatibili: entrambi quindi hanno lo stesso grado di stabilità e sicurezza intrinseca.
No, non e' il fatto che Ubuntu sia gratuito la marcia in piu'.
Anche se l'adozione dello standard Posix ha aperto a MacOSX le porte dell' immenso serbatoio del software libero, Ubuntu a quel serbatoio accede dalla porta principale, e ha a sua disposizione (a parte una gia' notevole dotazione standard) svariate decine di migliaia di pacchetti software adatti ad ogni esigenza e installabili a richiesta in pochi minuti e con pochi clic.
Ma ecco la classifica di popolarita'di Google:

Quando si parla o si legge di usi e abusi delle fonti energetiche - più o meno "pulite", più o meno "rinnovabili - capita con una frequenza più che notevole di sentire opinioni basate piu' su falsi miti che non su osservazioni critiche di dati tecnici. E questo è allarmante, perchè dimostra quanto sia facile - nella media e nei media - creare, crearsi e sostenere delle opinioni anche laddove non bisognerebbe discostarsi dai fatti.
Ed ecco qualche esempio.