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Nel novembre del 2005, sottolineavo come la crescita del prezzo dell'oro (allora a 500 dollari l'oncia) fosse un segno premonitore del fallimento della politica economica cosiddetta ultraliberistica (in realta' ultramonopolistica). Oggi (Ansa) il prezzo dell'oro tocca il nuovo record di 855 dollari l'oncia. La corsa al bene rifugio per eccellenza continua, le previsioni sono nere, la sfiducia cresce. Non si puo' mantenere il mercato se contemporaneamente si impoveriscono i consumatori. Sembra banale, eppure - nonostante il tragico esempio del 1929 - ci stiamo ricascando nuovamente: il capitale strangola l'economia e - in ultima analisi - anche se stesso.
Mentre scrivo, Il blog del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni è chiuso "per aggiornamento".
Secondo quanto riportato da Punto Informatico, ciò potrebbe essere conseguenza della presa di coscienza del fatto che il blog stesso del ministro non è immune dalla presenza di porno-spam. Cio' non è dovuto a contestazione in conseguenza delle recenti prese di posizione a proposito di una presunta responsabilita' dei gestori di un sito ove siano consentite partecipazioni aperte al pubblico, in quanto pare che il porno-spam sia iniziato a comparire da diversi mesi.
Non che le posizioni espresse dal Ministro - tuttavia - non siano piu'che contestabili, specie quando critica il lavoro dei nostri esperti al Forum di Atene del mese scorso, definendo la proposta "Una Costituzione per Internet" come "troppo complicata". O quando rifiuta la direttiva comunitaria europea che sancisce la non responsabilita' del gestore del sito per contenuti direttamente pubblicati dagli utenti, limitandone la responsabilita' alla rimozione di detti contenuti dietro richiesta del giudice. O ancora quando annunciando misure restrittive, dice che le modalita'attuative non sono affar suo ("Saranno i tecnici a trovare la soluzione").
Ed ecco quindi che lo stesso ministro si ritrova nelle stesse condizioni di un gestore di sito che si trova pubblicati nel suo sito, da parte di terzi, contenuti osceni.
Che fine fara' quindi il blog di Fioroni? Dato che lui stesso sostiene che il gestore del sito va considerato responsabile - al pari di un direttore di giornale - dei contenuti anche pubblicativi da terzi, dovra' scegliere tra il filtraggio preventivo (perdendo cosi' in credibilità perchè nulla più garantisce la liberta' dei commenti) e la chiusura definitiva del blog (perdendo cosi' un contatto importante con i cittadini).
Del tutto condivisibile la critica espressa in forma di lettera aperta da Alessandro Marescotti di Peacelink, docente di scuola media superiore e conoscitore approfondito della Rete.
Mi corre l'obbligo di segnalare un'intervista che secondo me tutti dovremmo ascoltare e un testo che - sempre secondo me - tutti dovremmo leggere. I confronti con certi personaggi di casa nostra verranno spontanei.
Quando si parla o si legge di usi e abusi delle fonti energetiche - più o meno "pulite", più o meno "rinnovabili - capita con una frequenza più che notevole di sentire opinioni basate piu' su falsi miti che non su osservazioni critiche di dati tecnici. E questo è allarmante, perchè dimostra quanto sia facile - nella media e nei media - creare, crearsi e sostenere delle opinioni anche laddove non bisognerebbe discostarsi dai fatti.
Ed ecco qualche esempio.
... e NO batte SI 2 a 1 !!!
Forse, adesso qualcuno che pensava agli italiani come "bambini di undici anni, neanche tanto svegli" avra' imparato a rispettarli un po' di piu'. Al di la' di sparate come "coglioni" o "indegni di chiamarsi italiani". Anzi credo proprio che quelle fossero sparate elettorali e che in cuor suo sapesse - o meglio temesse - che la verita' e' proprio il contrario: e oggi ne ha avuto la prova.
Da oggi si sara' reso conto che e' il caso di rispettarci un po' di piu'.
Beh, gli italiani sono questi. Creduloni, si', facili da incantare con qualche specchietto per le allodole ben congegnato si', ma fino a un certo punto, e fortunatamente non al punto di consegnarsi legati mani e piedi ad un padrone con poteri da despota o quasi. No, e' vero che sono passati piu' di sessant'anni da quando ne avevamo uno, ed e' vero che l'elettore ha la memoria corta. Ma ci sono cose che non si dimenticano, che non si possono dimenticare. E non abbiamo piu' undici anni.
Il referendum che di fatto aboli' il nucleare in Italia fu uno dei piu' vergognosi casi di sfruttamento dell' emotivita' popolare. Fu indetto subito dopo il disastro di Chernobyl, confidando nel fatto che l'opinione pubblica non fosse sufficientemente informata sulle differenze in termini di tecnologia e di sicurezza tra la vecchia centrale di Chernobyl e lo stato dell'arte. Naturalmente io fui uno dei pochissimi che votarono a favore del nucleare. Sul "cui prodest" a proposito di quel referendum non posso che fare ipotesi sulle quali preferirei sorvolare.
Tuttavia, al di la' del nucleare, di cose da fare ce ne sarebbero, e non sono quelle di cui si parla.
Vediamo di sgombrare anzitutto il campo da quelle che sono le false speranze.
Il fotovoltaico: affinche' una cella fotovoltaica possa avere una buona efficienza deve essere costruita con silicio a un grado di purezza elevatissimo: questo comporta che per ottenerlo debbano essere impiegate quantita' elevatissime di energia. Il punto di pareggio tra energia consumata ed energia ottenuta e' molto al di la' negli anni, cosicche' l'investimento in fotovoltaico non e' conveniente: occorre spendere molta energia subito per averne poca, sia pure a tempo indeterminato, in futuro.
L'idrogeno: un assurdo termodinamico, ne' piu' ne' meno come il famoso "moto perpetuo".
L'idrogeno puo' essere ottenuto in due modi: o dall'acqua per via elettrolitica con un consumo di energia superiore a quello ricavabile dall'idrogeno prodotto, o per steam-cracking dal metano. Ma allora tanto vale usare direttamente il metano!
In ogni caso, il secondo principio della termodinamica stabilisce senza dubbi di sorta e senza alcuna via di scampo che per produrre idrogeno occorre spendere piu' energia di quella ricavabile dall'idrogeno prodotto.
Quali sono le cose da fare? Innanzitutto, studiare la termodinamica!
Questo, per evitare di spendere energia pregiata (ad alto potenziale termico) per ottenere energia di scarto (a basso potenziale termico). Qual e' l'energia a basso potenziale termico? Per esempio, l'acqua calda, di cui si fa un uso immenso e che rappresenta la voce di gran lunga principale nei consumi domestici (scaldabagni, termosifoni, lavatrici, lavastoviglie).
Per ottenere acqua calda non e' necessario impiegare - come purtroppo si fa usualmente - energia pregiata ad alto potenziale termico (elettricita', gasolio, metano), ma puo' essere usata energia a basso potenziale che normalmente viene invece scartata, o energia da fonti rinnovabili (eolica). Parlo nel primo caso di cogenerazione e teleriscaldamento, nel secondo caso di collettori solari (che non sono altro che serpentine di tubi esposte al sole, e che se esistesse davvero una volonta' politica volta al risparmio energetico dovrebbero essere resi obbligatori o quanto meno fortemente incentivati).