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domenica, 24 settembre 2006
L'ansia del bagaglio

Ogni volta che devo partire vengo colpito da quella che chiamo "l'ansia del bagaglio".
Cioe' dalla preoccupazione di dimenticare qualcosa di essenziale. Di solito comincio col vestiario, e quella in genere sembra la cosa piu' facile, salvo poi rendersi conto all'arrivo di aver dimenticato proprio il maglione o la cravatta.
Poi gli articoli da toletta: rasoi usa-e-getta, schiuma da barba, dopobarba, spazzolino, dentifricio ecc. Se si parte in aereo, occorre ricordarsi che tali oggetti sono vietati nel bagaglio a mano. Infatti, la bottiglietta del dopobarba potrebbe contenere vetriolo, i rasoi usa-e-getta potrebbero essere usati per minacciare steward. hostess e piloti (?), la bomboletta di schiuma potrebbe contenere gas nervino e infine il tubetto del dentifricio potrebbe contenere esplosivo al plastico o una coltura di germi del carbonchio (noto anche come antrace).
Infine, gli accessori.  Telefono cellulare, macchina fotografica, computer.  Tutti oggetti indispensabili, ma perfettamente inutili senza i relativi caricabatterie e alimentatori. Che si rischia facilissimamente di dimenticare.
Dopodomani partiro' per Tunisi - Gabes - Tripoli - Malta, e stavolta la faccenda e' un pelino piu' complicata, perche' parto in nave, e in nave - anche se non ci sono problemi per gli articoli da toletta - bisogna rispettare certe regole di abbigliamento, e quindi ci sono piu' cose da mettere in valigia. Ho cominciato oggi a mettere roba in valigia, ne ho gia' riempita una, ho iniziato la seconda e ... si', sono in preda all'ansia del bagaglio.
Se nell'elenco sommario di cui sopra ho dimenticato qualcosa, pregherei chi legge di avvisarmi.
Grazie. Intanto vado a scrivermi un promemoria delle cose da fare domani.

Postato da: stragatto a 21:08 | link | commenti (6) |

mercoledì, 20 settembre 2006



La figura qua sopra e' l'immagine della divinita' indiana Ganesh.
Ganesh, figlio di Shiva e di Parvati, venne partorito dalla madre mentre il padre era fuori casa. Appena nato, Ganesh era gia' grande, e Parvati gli disse di montare la guardia davanti la porta di casa, affinche' nessuno la disturbasse mentre si dedicava al bagno e alla meditazione.
Mentre Ganesh era di guardia, torno' Shiva, ma Ganesh, che non lo conosceva, gli sbarro' il passo: Shiva, adirato perche'quello sconosciuto tentava di impedirgli l'accesso alla sua abitazione, sguaino' la spada e lo uccise troncandogli di netto la testa.
Quando Parvati gli rivelo' che l'ucciso era suo figlio, Shiva addolorato cerco' di risuscitarlo al piu' presto: ma la testa, staccata dal corpo, era ormai inservibile. Allora Shiva mando' tutti i suoi servi in cerca di una testa, e questi ritornarono con una testa di elefante, animale nobile e saggio.
Shiva trapianto' sul corpo di Ganesh la testa dell'elefante, e gli ridiede la vita.
Al di la' del racconto mitologico, cio' che Ganesh rappresenta e' la dualita' tra cio' che noi eredi dei greci chiameremmo soma e psiche e che, con qualche differenza di significato, gli indiani chiamano Maya e Om, dove il corpo e' la realta' apparente e materiale, e la testa e' l'assoluto metafisico, ma anche il pensiero razionale. Ganesh, grazie alla coscienza di queste due realta' puo' fare da ponte tra esse, e per questo e' chiamato "il risolutore dei problemi".
Quest' anno per la seconda volta, non mi e' stato possibile - per motivi di lavoro - assistere alla festa di Ganesh che tutti gli anni viene celebrata dalla comunita' induista locale e per la quale mi era stato procurato un invito da parte di Orazio, il mauriziano che mi da' una mano per le pulizie domestiche.
Ma proprio poco fa e' Orazio e' spuntato qui a casa con un cartoccetto contenente una replica fatta da sua moglie dei dolci tradizionali che si preparano in occasione di questa festa e che loro chiamano Kanaula (o Canaula, non so quale sia la grafia corretta). Si tratta di frittelle dolci ripiene di un impasto di farina di riso tostato, cocco, e a aromi che ahime' non sono riuscito a identificare. 

Postato da: stragatto a 14:57 | link | commenti (2) |
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