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... e NO batte SI 2 a 1 !!!
Forse, adesso qualcuno che pensava agli italiani come "bambini di undici anni, neanche tanto svegli" avra' imparato a rispettarli un po' di piu'. Al di la' di sparate come "coglioni" o "indegni di chiamarsi italiani". Anzi credo proprio che quelle fossero sparate elettorali e che in cuor suo sapesse - o meglio temesse - che la verita' e' proprio il contrario: e oggi ne ha avuto la prova.
Da oggi si sara' reso conto che e' il caso di rispettarci un po' di piu'.
Beh, gli italiani sono questi. Creduloni, si', facili da incantare con qualche specchietto per le allodole ben congegnato si', ma fino a un certo punto, e fortunatamente non al punto di consegnarsi legati mani e piedi ad un padrone con poteri da despota o quasi. No, e' vero che sono passati piu' di sessant'anni da quando ne avevamo uno, ed e' vero che l'elettore ha la memoria corta. Ma ci sono cose che non si dimenticano, che non si possono dimenticare. E non abbiamo piu' undici anni.
E stasera, con una variante, un altro piatto di origini marinare.
Il pane, a bordo delle barche da pesca, si manteneva al piu' qualche giorno, ma poi diventava talmente duro da sfidare anche i denti piu' resistenti. I pescatori allora lo rammollivano con l'acqua di mare, lo mescolavano con i famosi pomodorini, con l'aglio spezzettato e con quant'altro avevano a disposizione (solitamente cipolla rossa calabrese) , e condivano il tutto con aceto e olio. Dal mare, questa preparazione si trasferi' poi a terra col nome di panzanella, come ottimo sistema per riciclare il pane raffermo.
Con un affilatissimo coltellaccio da sicario ho dunque affettato il pane raffermo, e l'ho bagnato con acqua e sale, spezzettandovi su i pomodorini che mi ero conservato da ierisera. La variante: invece della cipolla ho messo delle patate bollite affettate, Ho condito il tutto con olio e aceto, aglio sminuzzato, altro sale e una spruzzata di origano.
Stasera mi sono fatte due pennette col sugo alla marinara. Non date retta a chi definisce "alla marinara" sughi a base di cozze o similari: quello a base di cozze si chiama sugo alla tarantina. Il vero sugo alla marinara D.O.C. e' fatto solo con aglio, pomodoro e basilico, e si differenzia dalla classica pummaro' per la maggiore sbrigativita' e per il sapore piu' deciso, dato dal particolare tipo di pomodoro.
Per sapere perche' si chiama "alla marinara" pur non contenendo ingredienti marini. bisogna risalire ai tempi dei pescherecci a vela e dei piccoli velieri mediterranei. Ancor oggi infatti la zona poppiera delle imbarcazioni a vela si chiama "giardinetto", in ricordo della zona balaustrata dove, al riparo dagli spruzzi salmastri, i "marinari" tenevano i vasi di basilico. Le trecce d'aglio e i grappoli di pomodorini, che si potevano appendere alle pareti della tuga, a bordo non mancavano mai, ed erano considerati portafortuna.
Proprio ieri al supermercato, vicino a una cassa dei soliti "ciliegini" ce n'era un'altra, di pomodorini a grappolo, meno tondi e piu' ovali e piu' rossi, che terminavano un po' a punta nella zona opposta al picciuolo. Stasera, ho tagliato in quattro un grosso spicchio d'aglio, l'ho soffritto leggermente e ho poi messo in padella sei o sette di quei pomodorini tagliati a meta', un pizzico di sale, e ho lasciato cuocere schiacciando i pomodorini con la forchetta fino a quando non si sono completamente sfatti. Verso fine cottura ho aggiunto il basilico.
Mancava solo un condimento: il profumo del vento marino; ma le pennette erano squisite lo stesso.
Tra due settimane saremo chiamati alle urne per il referendum confermativo riguardante la modifica alla Costituzione nota col nome di "devolution".
Questo nome copre e nasconde delle fondamentali modifiche, nella lettera e nello spirito, alla seconda parte della nostra Costituzione. Con questa modifica il potere esecutivo da un lato si esime da alcuni doveri costituzionali, come garantire il diritto dei cittadini alla salute e all'istruzione, delegandoli alle amministrazioni locali e stabilendo cosi' sperequazioni e inuguaglianze, mentre dall'altro si appropria di nuovi poteri, togliendoli alle altre istituzioni dello Stato.
Si noti che la Costituzione del 1948 aveva come principio base la separazione dei poteri proprio allo scopo di evitare, dopo l'infausta esperienza precedente, un eccesso di accentramento di potere da parte dell'esecutivo. Nello spirito della Costituzione del 1948 era previsto che fossero le Camere (organi elettivi espressione diretta del voto popolare) ad esercitare un controllo sul Governo e non viceversa. La riforma approvata nella scorsa legislatura e sulla quale dovremo esprimerci in sede referendaria agisce in senso contrario: da' al Capo del Governo il potere di sciogliere le Camere qualora queste non approvassero una legge sulla quale viene richiesto il voto di fiducia, mettendo di fatto il Parlamento (organo elettivo) alla merce' dell'esecutivo. In questo modo il Governo, rinunciatario per quanto riguarda doveri come la tutela del diritto alla salute e all'istruzione, si appropria invece di un potere (quello di sciogliere le Camere) che era del Presidente della Repubblica, nonche' del controllo totale del potere legislativo. Ma anche il terzo potere, quello giudiziario, corre dei rischi: da non dimenticare che nella precedente legislatura e' stata emanata la legge Castelli sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, da piu' parti (compreso il Presidente della Repubblica, supremo Garante della Costituzione) giudicata anch'essa anticostituzionale in quanto tendente a minare il principio dell'indipendenza della Magistratura.
E' chiaro che se si vuole evitare che vengano gettate le basi per una possibile futura deriva autoritaria nel nostro Paese occorre votare, e votare un chiaro e inequivocabile NO per difendere le garanzie democratiche conquistate a cosi' caro prezzo con la Costituzione Repubblicana del 1948.