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lunedì, 20 febbraio 2006
Nomen est omen?

«Esprimo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato dal ministro Calderoli. Mi auguro che in Italia cessino le strumentalizzazioni di queste ultime ore, anche se non mi faccio eccessive illusioni, considerato anche il clima elettorale».

Così il leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo commenta le dimissioni del ministro per le Riforme istituzionali Roberto Calderoli.

(segue su "Il Giornale)

Postato da: stragatto a 08:14 | link | commenti (8) |

domenica, 19 febbraio 2006
Risotto al Nero d'Avola

Anche i vini, come altre cose, sono soggetti alle mode. Ora e' di moda il Nero d'Avola, e qualcuno ha pensato di utilizzarlo anche in cucina. Idea che puo' sembrare bislacca, quella di coniugare il nordico risotto con questo sicilianissimo vino: eppure mia sorella, che questo risotto lo ha assaggiato in un ristorante e riprodotto in cucina, mi assicura che e' di una squisitezza impareggiabile.
Riporto qua la ricetta cosi' come mi e' stata trasmessa, senza garanzie perche' ancora non l'ho provata di persona.
La base e' un classico risotto allo zafferano, che, con poche varianti, tutti sanno come si fa e sul quale non mi dilungo.
A parte si prepara la salsa di vino: ogni litro di Nero d'Avola rendera' mezzo litro di salsa, che e' molto semplice da preparare: infatti si aggiunge al vino cipolla, alloro e una stecca di cannella. Si lascia bollire il tutto fino a che non si e' ridotto a meta'  del volume iniziale, quindi, spargendola con un colino e mescolando, si aggiunge maizena (fecola di mais) come addensante, fino a raggiungere una consistenza  liquido-cremosa.
Qui finiscono le indicazioni datemi da mia sorella, ma presumo che il passo successivo consista nell'aggiungere, a caldo e mescolando, la salsa di vino al risotto.

Postato da: stragatto a 10:00 | link | commenti (9) |
ricette

sabato, 18 febbraio 2006
Chi e' causa del suo mal pianga se stesso

Fossi nei panni del P.d.C. (non lo nomino perche' compare ovunque e comincio ad avere i sintomi dell'indigestione, tanto piu' che mi e' stato indigesto da sempre), sarei incazzato come una iena contro questo ministro che si fa le magliette anti-islamiche e che con questa bravata strapaesana da bullo del Bar Sport di Venegono Di Sopra (trattasi di paese lumbard immaginario) manda in fumo di colpo pazienti reti di propaganda mediatica abilmente architettate; nonche' un sondaggio commissionato a una prestigiosa societa' americana - specialista, a suo dire, nell'indirizzamento dell'opinione pubblica  - e costato chissa' quanti milioncini di dollari (speriamo a lui che se lo puo' permettere e non a noi poveri contribuenti).
Ma chi e' stato che ha messo a fare il ministro un tipo del genere (e non ci voleva molto a capire che prima o poi avrebbe combinato qualche guaio)?
Lui stesso, l'innominabile P.d.C.
E allora: chi e' causa del suo mal pianga se stesso.

Postato da: stragatto a 08:26 | link | commenti (9) |

martedì, 14 febbraio 2006
Mi sono sbagliato

Scusate, mi sono sbagliato e sono qui per farne pubblica ammenda.
Nel post precedente, infatti,  ho dubitato della professionalita' del team di raiclick.it; laddove invece, a quanto pare, non di difetto, ma di eccesso di professionalita' si trattava.
Solo che - e qui sta il mio errore - ritenevo a torto che la professionalita' dovesse essere rivolta al servizio degli utenti.
Bene, mi sbagliavo: avevo dimenticato la lezione di Jeremy Rifkin ("L'era dell'accesso"). No, leviamoci dalla testa idee sorpassate come quella che un servizio pubblico debba servire gli utenti: il destinatario unico del servizio e' solo lo sponsorufficiale o no che sia, anche se questo significa escludere dal servizio (che quindi anche se si definisce "pubblico" diventa cosi' privato) una larga fascia di utenti: tutti quelli che non hanno acquistato il prodotto dello sponsor.
Il mezzo per compiacere lo sponsor in questo modo oggi c'e', si chiama DRM  (Digital Rights Management) e ne abbiamo avuto un assaggio.
Voglio sperare pero' che non tutto il male sia venuto per nuocere, nel senso che sia stata questa una occasione per far toccare con mano a tanti, che non conoscevano questa sigla DRM, quali ne siano le applicazioni e i risultati.
E soprattutto a togliersi definitivanente dalla testa la curiosa idea che il destinatario di un servizio "pubblico" come la RAI sia davvero il pubblico.
Qui l'articolo di Punto Informatico su DRM, raiclick.it e Olimpiadi.

Postato da: stragatto a 09:27 | link | commenti |

lunedì, 13 febbraio 2006
E' professionalita' questa?

Chi tentasse di vedere i video delle olimpiadi dal sito raiclick.it, cliccando sula dicitura:
"Clicca qui per visualizzare i requisiti minimi necessari per la visione dei programmi del sito raiclick.rai.it nel periodo delle Olimpiadi di Torino (10-26 febbraio 2006)"
vede aprirsi un popup che contiene il seguente testo:

"Gentile cliente, ti ricordiamo che nel periodo dal 10/02/2006 al 28/02/2006, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, per navigare e vedere i programmi del sito www.raiclick.rai.it sarà necessario soddisfare alcuni requisiti minimi di sistema:
   1. In rispetto alla normativa disposta dal Comitato Olimpico per la trasmissione delle gare via Internet, sarà autorizzato l'accesso ai video del portale www.raiclick.rai.it unicamente agli utenti localizzati all'interno del confine italiano.
   2. Per accedere a tutti i contenuti del sito Rai Click, raccomandiamo di transitare sempre per la Home Page del sito www.raiclick.rai.it.
   3. La navigazione e la visione dei programmi supporterà unicamente gli utenti che utilizzano browser Internet Explorer 5.5, e superiori.
      Nota: altre piattaforme hardware o software (Mac, Unix, Linux, ecc) non sono compatibili."

Non viene neppure menzionato il fatto che neanche i moltissimi utenti Windows che preferiscono usare il piu' sicuro e veloce browser Firefox "sono compatibili", a meno che non rinuncino - almeno temporaneamente - al loro browser preferito.

Che un servizio pubblico supporti in modo cosi' sfacciato una azienda privata (per giunta non nazionale come la Microsoft) negando addirittura il servizio a chi non e' cliente della suddetta azienda, veramente non depone certo a favore della "professionalita'" del  team di raiclick.it.

Postato da: stragatto a 13:46 | link | commenti (1) |

domenica, 12 febbraio 2006
Un blogger di 115 anni fa

Dopo aver scritto il post precedente, nel rileggerlo, mi e' venuto in mente Pellegrino Artusi. Chi ha pratica di blog e ha letto "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", se ci fa caso, puo' rendersi conto che la struttura del famoso libro di Artusi, con un aneddoto personale per ogni ricetta presentata, e' esattamente quella di un blog.
Ecco, secondo me,  se Ada Lovelace Byron  (la figlia di Lord Byron) che nel 1843 immagino'  i modi in cui una macchina da calcolo avrebbe potuto comporre musica,  creare grafica e fare una quantita' di altre cose e'considerata il primo hacker della storia , la qualifica di primo blogger italiano andrebbe assegnata a Pellegrino Artusi.

Postato da: stragatto a 14:33 | link | commenti (7) |

Le pennette al pistacchio e le tette di Francesca

Ierisera una mia amica, Anna, mi ha regalato un vasetto di pesto di pistacchio di Bronte.
Sapevo bene come utilizzarlo, perche' la ricetta mi era stata fornita da una tal Francesca, abile cuciniera di una botteguccia di cibi pronti delle vicinanze, che continuo a rimpiangere perche' la botteguccia in questione ha cambiato gestione da tempo.
Anna in verita' mi accusa di rimpiangere piu' che altro le tette  di Francesca. 
Ma quella di Anna e' solo una piccola malignita' femminile: giuro che, nonostante  quelle tette aggiungessero alla botteguccia  - innegabilmente! -  una attrattiva in piu', quello che davvero rimpiango di Francesca e' la fantasia culinaria.
Ma veniamo alla ricetta, che ho preparato oggi proprio come mi fu insegnata e che ho gustato con volutta' senza pensare minimamente - rigiuro! - alle tette della rimpianta cuciniera.
In una padella ho messo una noce di burro e un po' d'olio, e ho soffritto insieme una cipollina novella e qualche brandello di speck, con un pizzico di sale. Quando la cipolluzza e' diventata tenera e lo speck e' passato dal color rosso al rosa, ho "spento" il soffritto con un goccio di latte e un paio di cucchiaini di panna. Ripresa l'ebollizione, vi ho stemperato mezzo vasetto piccolo di pesto di pistacchio. Nel frattempo le pennette, che avevo messo a cuocere, erano pronte, le ho scolate, versate in padella, e mescolate a caldo per far loro prendere bene il condimento.
Quello che e' avvenuto poi e' cosa ovvia: spolverata di parmigiano e gran soddisfazione nel mangiarle.

Postato da: stragatto a 14:15 | link | commenti (2) |
ricette

venerdì, 10 febbraio 2006
Genova

Io sono pigro. 
La macchina fotografica ce l'avevo, ma l'ho portata in Fiera solamente due volte, il primo giorno e l'ultimo, e non ho scattato quasi per niente.  Poi, a casa, non le ho neppure scaricate nel PC fino a stasera. Comunque, quelle poche che ho scattate sono qui.

Postato da: stragatto a 22:19 | link | commenti (2) |
viaggi

martedì, 07 febbraio 2006
Aplomb britannico

Stamattina ho portato dalla sartina, per un ritocco alla lunghezza delle maniche, il soprabito antipioggia very very british che - miracoli di ebay  - sono riuscito a scovare presso un commerciante di abbigliamento usato "vintage" dell' Herefordshire.
La sartina quando l'ha visto e' rimasta a bocca aperta, poi "Mamma mia che meraviglia!" - ha esclamato - Chissa' quanto sara' costato!"
E io, con aplomb  in perfetto stile very british come si conveniva all'oggetto : "Poco meno di 50 pounds, che farebbero circa una settantina di euro ... purtroppo mi sono distratto, ho preso solo questo e non sono riuscito a comprare un blazer di Simpson di Piccadilly, ma pazienza".

Piccola soddisfazione, anche se - porcaccia la miseriaccia zozza - Simpson non esiste piu', ai suoi tempi era una istituzione, e l'essermi fatto soffiare il blazer mi rode, accidentaccio, come mi rode,  ho bestemmiato - in privato, naturalmente - peggio di un vaccaro maremmano, altro che aplomb britannico !

Postato da: stragatto a 11:52 | link | commenti (4) |

mercoledì, 01 febbraio 2006
Cumannari o f... ?

Sul piede di partenza per Genova (il convegno di InEditaBlog) lascio un post, giusto per non tenere il blog inattivo per troppo tempo (non sarebbe cortese verso eventuali lettori).

Argomento: ma Lui, il nostro beneamato PdC, che (non si sa se per voto a un qualche Santo Protettore - Lui ne deve avere tanti, perche' e' imprenditore, politico, operaio, muratore, cantante ecc.  - oppure per non disperdere le forze in attivita' meno redditizie) avrebbe espressa l'intenzione di astenersi dal sesso fino alle elezioni.

Qua in Sicilia un noto detto asserisce che "cumannari e' megghiu  di futtiri". E come dargli torto?  Ben diversa e'  la prospettiva di  fottere  con una sola partner (per volta, beninteso, non poniamo limiti alle Sue capacita' amatorie) da quella di avere la possibilita' di  fottere in un sol  colpo e simultaneamente ben 55 milioni di italiani!

Ok, la battuta forse non e' nuovissima, e se non lo e' avra' la sua settantina di anni, ma anche di Quello di settant'anni fa si parlava chiamandolo semplicemente "Lui".

Postato da: stragatto a 09:56 | link | commenti (9) |