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purche' se ne citi la fonte.
solo un link:
http://gandalf.it/stupid/stupidit.htm
Un "tunnel della mente" particolarmente tragico creato dai media e' quello della psicosi del terrorismo, per cui ogni individuo scuro di pelle, o con la barba, o col Corano in mano, o in abiti orientali, viene automaticamente sospettato di essere un terrorista. Di questa psicosi e' stato vittima il povero Menezes ucciso a colpi di pistola in testa; ma di oggi e' la notizia di due algerini bloccati dalla polizia alla Malpensa perche' pregavano col Corano in mano. Qua ormai e' stata capovolta la regola per cui e' meglio assolvere un colpevole che condannare cento innocenti: al contrario si sta facendo strada la teoria che e' meglio condannare milioni di innocenti pur di non assolvere un colpevole.
Vabbe', ho capito, sono noioso, e allora prometto che prima o poi parlero' di sesso: non ho altra scelta, perche' di parlare di calcio mi rifiuto, non seguo la musica pop, e non possiedo (per scelta e per protesta) un televisore .
Pero' vorrei spiegare almeno lo scopo del post precedente. Tutti quei calcoli tediosissimi avranno scoraggiato i piu' dall'arrivare in fondo, dove si parlava di "tunnel della mente", che erano poi il vero argomento del discorso. Quello che volevo dire e' che il rischio imboccare quella che crediamo una scorciatoia per finire invece in una trappola e' sempre presente. Il gioco del lotto era solo un esempio, ma il discorso si applica benissimo anche all'informazione e al processo di formazione delle opinioni. Quello che i media (anche quando fanno quello che sembra essere pura cronaca) ci propongono come ricostruzione dei fatti non sono altro che "tunnel della mente", cioe' scorciatoie che poi possono anche diventare trappole che anziche' produrre informazione producono disinformazione. Non esiste nessuna ricetta sicura per evitare di cadere in trappola: ma almeno la consapevolezza critica, l'attenzione alle contraddizioni, un minimo di approfondimento sono tutte cose che ci permettono di essere vittime un po' meno passive.
La teoria dei giochi, il lotto e i "tunnel della mente"
Una branca della matematica e' la teoria dei giochi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_dei_giochi
Un gioco e' detto "equo" quando il prodotto della somma vinta per la probabilita' di vincita e' eguale per entrambi i giocatori. Se gioco a testa e croce puntando un euro su testa, il gioco e' equo se in caso di vincita ricevo un euro.
Se lancio un dado puntando un euro sul 6 il gioco e' equo se la vincita e' di 5 euro.
Infatti la probabilita' di vincita e' 1/6, e 5 per 1/6 fa 5/6: il mio avversario, se vince, ricevera' 1 euro, ma le sue probabilita' di vincita sono 5/6 (1 meno 1/6) , e quindi il prodotto di 1 per 5/6 e' sempre 5/6 anche per lui. In entrambi i casi, e' come se versando un euro, ottenessi in cambio una speranza di vincita che ha il valore esatto di un euro. Il corrispettivo della mia giocata infatti e' dato dal rapporto dei due prodotti, che essendo uguali, fa 1.
Sappiamo tutti che il lotto non puo' essere definito un gioco "equo". Ma quanto vale la speranza di vincita che posso acquistare con un euro?
Vediamo.
Un ambo secco su ruota fissa paga 250 volte la posta; la sua probabilita' di uscita e' 1/90 per (1/89+1/88+1/87+1/86), circa uguale a 0,00051, che moltiplicato 250 fa 0,127.
La probabilita' di non vincere e' 1-0,00051 = 0,99949, che moltiplicato per la puntata (1euro) fa sempre 0,99949.
Il valore della speranza di vincita che ho acquistato pagando 1 euro e' quindi 0,127/0,99949, quindi circa 0,127 euro, poco meno di 13 centesimi!
Un risultato un po' peggiore di quello che si otterrebbe a testa e croce pagando 1 euro in caso di perdita e vincendo 13 centesimi in caso di vincita.
Certo, e' possibile anche vincere a testa e croce per 1923 volte di seguito, ottenendo una vincita complessiva di 250 euro, ma e' altamente improbabile: esattamente quanto e' improbabile azzeccare un ambo secco su ruota fissa.
La cosa curiosa e' che, pur essendo questo ragionamento abbastanza semplice e matematicamente rigoroso, e' inutile presentarlo a chi abitualmente gioca al lotto: le risposte variano da "eppure c'e' chi vince" a "ma un euro e' poco e 250 euro sono tanti" a "mia zia ha fatto un terno 4 anni fa" e cosi' via.
Una volta lessi un libro che parlava di "tunnel della mente" indicando con questo termine dei meccanismi pseudo-cognitivi della mente umana, delle scorciatoie oscure che apparentemente portano alla meta, ma che a una analisi piu' rigorosa non offrono nessuna garanzia di portare alla conclusione corretta.