etnagallery(blog)
Galleria virtuale
BlogFriends
Algernon
aquilainvolo
Stupidita' e potere
Filonide


![]()
![]()
![]()
![]()

arte
colori
computer
comunicazione e trasporti
economia
me stesso
pesca
pittura
politica
ricette
ritratto
tecnologie
viaggi
visitato *loading* volte
Questi post sono pubblicati
sotto licenza Creative Commons.
Possono venire utilizzati in
altri blog o pubblicazioni
di carattere non commerciale
purche' se ne citi la fonte.
Nel novembre del 2005, sottolineavo come la crescita del prezzo dell'oro (allora a 500 dollari l'oncia) fosse un segno premonitore del fallimento della politica economica cosiddetta ultraliberistica (in realta' ultramonopolistica). Oggi (Ansa) il prezzo dell'oro tocca il nuovo record di 855 dollari l'oncia. La corsa al bene rifugio per eccellenza continua, le previsioni sono nere, la sfiducia cresce. Non si puo' mantenere il mercato se contemporaneamente si impoveriscono i consumatori. Sembra banale, eppure - nonostante il tragico esempio del 1929 - ci stiamo ricascando nuovamente: il capitale strangola l'economia e - in ultima analisi - anche se stesso.
Era cominciato , scartato e dimenticato in un ripostiglio. Lo ho ritrovato, ho rifatto lo sfondo, gli ho dato una velatura di bianco+ terra di siena naturale + una punta di rosso per dargli un colore piu' "umano", ho fatto qualche correzione ... e lo lascio cosi', senza troppi arzigogoli.
Dopo un'eternita', rieccomi a scrivere su questo blog temporaneamente messo da parte. Il fatto e' che da un lato mi diverte molto di piu' leggere ed eventualmente commentare blog altrui che non scrivere nel mio, e dall'altro che ho rispolverato un mio antico interesse, la pittura., e ho aperto un altro blog dedicato a questo nuovo/vecchio hobby. Qua, dato che i colori dovrebbero andare d'accordo con questo template, metto questo autoritratto in tecnica mista :)
Un re chiese al suo ministro di radunare in piazza i ciechi del paese. Fatto portare un elefante, chiese ai ciechi a cosa rassomigliasse. I ciechi toccarono l'elefante e alcuni espressero le loro conclusioni.
- "Somiglia a un grosso otre" - disse uno che aveva toccato la pancia.
- "Somiglia a una ventola" - disse uno che aveva toccato l'orecchio.
- "Somiglia a uno scacciamosche - disse uno che aveva toccato la coda.
- "Somiglia a un vomere" - disse uno che aveva toccata una zanna.
Avevano tutti ragione, anche se dicevano cose diverse.
Un famoso ed esperto blogger chiese agli altri bloggers di spiegare in meno di 2000 battute che cosa è secondo loro un blog.
- "È una possibilità per esprimere le proprie opinioni confrontandole con quelle di altri" - risposero alcuni.
- "È un diario pubblicato in internet" - risposero alcuni.
- "È un modo per conoscere e farsi conoscere" - risposero altri.
- "È una condivisione di esperienze e conoscenze" - risposero altri ancora.
Avevano tutti ragione, anche se dicevano cose diverse.
Un blog è uno strumento flessibile, un formato che consente con facilità di esprimere ciò che si vuole nel modo che si preferisce e di interagire con altri. Uno strumento, appunto. Per esprimersi, per raccontarsi, per conoscere, per interagire, per condividere, per collaborare. Per essere ancora più vivi, ancora più presenti nel mondo. Con la libertà di usarlo oggi per una cosa, domani per un'altra: per giocare, per evidenziare, per raccontare, per criticare, per litigare, anche. Possibilmente, però - è un consiglio rivolto ai meno esperti di ambo i sessi - non per innamorarsi. Se ci si riesce.
(1668 battute)
Non me ne vogliano i leghisti, i cosiddetti benpensanti e gli integralisti d'ogni religione: non sto attentando alla sacra istituzione della famiglia ne' alla purezza della razza, ariana o padana che sia: mi riferisco a una tradizione la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma si tratta di una tradizione ...culinaria.
Si tratta probabilmente di uno dei cibi più antichi nella storia dell'uomo, la cui materia prima non dipende da nessuna tecnica agricola, nè di allevamento, nè di pastorizia. Parlo della della "verdura maritata": si chiama cosi' il misto di verdure spontanee che si possono trovare nei campi incolti. Semplice, appetitosa e salutare, da milioni di anni. La ricetta per la sua semplicissima preparazione, con le immagini delle varie specie che la compongono, però, stavolta le ho messe QUI.
Ubuntu è una parola africana intraducibile: significa qualcosa come sentirsi parte dell'umanità e agire di conseguenza: implica un messaggio di condivisione e solidarieta'. Ma Ubuntu è anche il nome di una "distribuzione" del sistema operativo GNU-Linux; ed e' un nome appropriato, dati i principi di condivisione e apertura che stanno alla base della "filosofia" GNU. Ubuntu GNU-Linux è facile da installare, facile da usare, ha una veste grafica accattivante ed offre tutta la proverbiale sicurezza e stabilità di un sistema Linux.
Niente worms, dialers, trojan e virus, e senza bisogno di installare nessun antivirus mangiarisorse che spesso è quasi peggio di un virus esso stesso.
Non sorprende quindi, o quanto meno sorprende, ma fino a un certo punto, che la popolarita' di Ubuntu abbia nell'ultimo anno surclassato perfino quella di un sistema operativo blasonato come MacOSX.
Ma cosa ha Ubuntu piu'di OSX ? In fondo, entrambi appartengono alla stessa famiglia di sistemi POSIX-compatibili: entrambi quindi hanno lo stesso grado di stabilità e sicurezza intrinseca.
No, non e' il fatto che Ubuntu sia gratuito la marcia in piu'.
Anche se l'adozione dello standard Posix ha aperto a MacOSX le porte dell' immenso serbatoio del software libero, Ubuntu a quel serbatoio accede dalla porta principale, e ha a sua disposizione (a parte una gia' notevole dotazione standard) svariate decine di migliaia di pacchetti software adatti ad ogni esigenza e installabili a richiesta in pochi minuti e con pochi clic.
Ma ecco la classifica di popolarita'di Google:

Mentre scrivo, Il blog del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni è chiuso "per aggiornamento".
Secondo quanto riportato da Punto Informatico, ciò potrebbe essere conseguenza della presa di coscienza del fatto che il blog stesso del ministro non è immune dalla presenza di porno-spam. Cio' non è dovuto a contestazione in conseguenza delle recenti prese di posizione a proposito di una presunta responsabilita' dei gestori di un sito ove siano consentite partecipazioni aperte al pubblico, in quanto pare che il porno-spam sia iniziato a comparire da diversi mesi.
Non che le posizioni espresse dal Ministro - tuttavia - non siano piu'che contestabili, specie quando critica il lavoro dei nostri esperti al Forum di Atene del mese scorso, definendo la proposta "Una Costituzione per Internet" come "troppo complicata". O quando rifiuta la direttiva comunitaria europea che sancisce la non responsabilita' del gestore del sito per contenuti direttamente pubblicati dagli utenti, limitandone la responsabilita' alla rimozione di detti contenuti dietro richiesta del giudice. O ancora quando annunciando misure restrittive, dice che le modalita'attuative non sono affar suo ("Saranno i tecnici a trovare la soluzione").
Ed ecco quindi che lo stesso ministro si ritrova nelle stesse condizioni di un gestore di sito che si trova pubblicati nel suo sito, da parte di terzi, contenuti osceni.
Che fine fara' quindi il blog di Fioroni? Dato che lui stesso sostiene che il gestore del sito va considerato responsabile - al pari di un direttore di giornale - dei contenuti anche pubblicativi da terzi, dovra' scegliere tra il filtraggio preventivo (perdendo cosi' in credibilità perchè nulla più garantisce la liberta' dei commenti) e la chiusura definitiva del blog (perdendo cosi' un contatto importante con i cittadini).
Del tutto condivisibile la critica espressa in forma di lettera aperta da Alessandro Marescotti di Peacelink, docente di scuola media superiore e conoscitore approfondito della Rete.
Il commento di artu72 al mio post di mercoledì 1 novembre a proposito del nucleare civile evidenzia la separazione di posizioni da un lato tra chi ha fatto studi abbastanza approfonditi (come il sottoscritto) o molto approfonditi (come artu72) su materia ed energia e il "sentire popolare" dall'altro. Ma va sottolineato che al di là delle paure diffuse esiste un'altra paura, basata questa su dati oggettivi. E chi ha questa paura è fortemente motivato ad alimentare quella "popolare". Si tratta della paura dell' indipendenza energetica (e quindi economica) delle nazioni che attualmente non hanno accesso al petrolio se non pagandolo in dollari. Attualmente il sistema economico mondiale è fondato sul cosiddetto petrodollaro, cioè sul fatto che le transazioni commerciali sui prodotti petroliferi sono fatte in dollari. Ciò ha permesso alla banca nazionale USA di sganciarsi dal vincolo della parità aurea e di stampare una immensa quantità di dollari che sono garantiti soltanto dal fatto che sono necessari a paesi come India, Cina e tanti altri (compresi noi) per l'acquisto dell'energia. L' eventuale indipendenza energetica delle nazioni farebbe diminuire questa necessità di dollari, causando una spirale inflattiva di portata mondiale che manderebbe gli USA in bancarotta (e non sarebbe priva di effetti domino su tutte le Borse mondiali). "Morto io, si mescolino pure terra e fuoco:
Una reazione a catena economica che investirebbe l'intero pianeta: uno scenario ben più terrificante di qualsiasi Chernobyl, Hiroshima, Nagasaki messe assieme. Di contro alllo scenario di un disastro economico mondiale però esiste il fatto incontrovertibile che questa dipendenza dal petrolio non è più sostenibile e questo sistema economico è comunque agli sgoccioli e va necessariamente abbandonato. Sul come e sul quando (che avrebbe dovuto essere "ieri") si continua a discutere, Con pochi fatti e molte parole, e purtroppo in qualche caso la parola è stata affidata alle armi.
Il resto, come le armi di distruzione di massa di Saddam, come la lettura di comodo delle parole di Ahmadinejad, come i supposti pericoli del nucleare civile, sono fuffa per cercare un consenso popolare che permetta di rimandare la soluzione del problema e di mantenere lo status quo il più a lungo possibile.
"Dopo di me, il diluvio" - disse re Luigi XV di Francia. E il diluvio al quale alludeva, puntualmente arrivò.
Ma forse rendono meglio il concetto questi due versi, frammento di una sconosciuta tragedia greca:
ἐμοῦ θανόντος γαῖα μιχθήτω πυρί·
οὐδὲν μέλει μοι· τἀμὰ γὰρ καλῶς ἔχει.
non mi importa, per i miei affari va bene così."
Mi corre l'obbligo di segnalare un'intervista che secondo me tutti dovremmo ascoltare e un testo che - sempre secondo me - tutti dovremmo leggere. I confronti con certi personaggi di casa nostra verranno spontanei.
Quando si parla o si legge di usi e abusi delle fonti energetiche - più o meno "pulite", più o meno "rinnovabili - capita con una frequenza più che notevole di sentire opinioni basate piu' su falsi miti che non su osservazioni critiche di dati tecnici. E questo è allarmante, perchè dimostra quanto sia facile - nella media e nei media - creare, crearsi e sostenere delle opinioni anche laddove non bisognerebbe discostarsi dai fatti.
Ed ecco qualche esempio.